posso sembrarti un ridicolo ometto con pancetta sexy e calvizie incipiente, poco furbo e sorpassato. Ma nel vicolo sappi sono l'onnisciente e spietato dio del tuo universo; e se io ti chiedo dove stai andando con quel sacchetto di spazzatura, tu hai solo una possibilità...una sola, per dirmi la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità.
Ho un fucile, una vanga e due ettari di terreno incolto dietro casa, e te lo sai bene. Non cercare di imbrogliarmi...
Abbi paura, abbi molta paura dirimpettaio...
Ci vuole veramente poco per confondere il rumore della tua auto scassata che passa con quello degli elicotteri sulle risaie vicino ad Hanoi. Quando la mia intossicazione da diserbanti torna a farsi sentire, le voci nella mia testa continuano a ripetermi "pulisci il fucile mentre aspetti che esca a buttare la mondezza". E' per questo che quando passi in strada sotto casa mia devi tenere le mani bene in vista, dire la parola d'ordine, annunciando con voce forte e chiara che hai comprato un bidone tutto tuo... per poi tornartene nella tua bicocca.
No, non c'è bisogno che entri da me per dirmelo...
Il volto camuffato che vedi alla finestra è il mio...

Si parla e si sparla dell’uomo, sulla sua forma e sua natura, sulle sue caratteristiche e che influenze, che effetti, comportano sulla sua vita; ogni cosa, ogni movimento dell’essere è spinto dai suoi sensi.
L’uomo ha cinque sensi:
il senso dell’umorismo, il senso degli affari, il senso dell’affetto, il senso del primitivo e il senso del pericolo;
l'artista, oltre a questi, possiede anche il senso dell’assurdo e il senso del nonsenso;
estrapolation:
- il senso dell’umorismo: è quello che permette all’uomo di ridere dei suoi problemi, “Prendila con filosofia”, pur riconoscendosi inguaiai; l'estremizzazione di questo senso porta l’uomo a “intaliare” (cinciskiare) nei suoi problemi, perché, prendendola con filosofia, non pensa a risolverli.
- il senso degli affari: è quello che permette all’uomo di valutare, comprendere... riconoscere che l’uomo alla fine è un uomo; con le sue passioni e i suoi progetti; i suoi pregi e i suoi difetti;
- il senso dell’affetto: “Sei innamorato? Forse!” (Daniele Lucchetti);
- il senso del primitivo: è quello che al ritorno allo stato primordiale - “uomo clavicoliforme-clavistico” - se mai ne si è usciti; attualmente, troppo sviluppato, gli effetti li si vedono al di fuori della nostra mente;
- il senso del pericolo: “Voi volete un mondo senza beduini!” (Daniele Lucchetti);
- il senso dell’assurdo: te lo posso definire con questa formula A=B diverso da B=A; “ieri pioverà, domani ha piovuto”;
- il senso del nonsenso: la mia teoria: A(oggi piovesse)<> Zx (pioverebbe)=Assurdo=1; Assurdo=Assurdo: semplice no!
Cogito ergo sum!
[...]Io mi son un che quando amor mi spira, noto, e a quel modo
ch’ei ditta dentro vo significando. (Dante Alighieri)
Il poeta (colui che crea) è colui che poeta (che crea)
senza mostrarlo.
Cos’è “la poesia”? Chi è “il poeta”?
Che differenza c’è tra “la poesia” e un chiodo?
Il chiodo ti può bucare un pneumatico, “la poesia” no, non punge le cose materiali.
Che differenza c’è tra “il poeta” e un chiodo?
Il chiodo ti può bucare un pneumatico, “il poeta” no, non punge le cose materiali.
Che differenza c’è tra “la poesia” e un cane?
Un cane ti può morsicare un polpaccio, “la poesia” no, non addenta le cose visibili agli occhi.
Che differenza c’è “il poeta” e un cane?
Un cane ti può morsicare un polpaccio, “il poeta” no, non addenta le cose visibili agli occhi.
Che differenza c’è tra “la poesia” e un professore?
Il professore ti può far piangere, “la poesia” far capire.
Che differenza c’è tra “il poeta” e un professore?
Il professore ti può far piangere, “il poeta” far capire.
Che differenza c’è tra “la poesia” e Colombo?
Colombo ha scoperto l’America, “la poesia” no.
Che differenza c’è tra “il poeta” e Colombo?
Colombo ha scoperto l’America, “il poeta” no.
Che differenza c’è tra “la poesia” e “la musica”?
Nessuna, “la musica” è poesia di note, “la poesia” è musica di parole.
Che differenza c’è tra “il poeta” e “il musicista”?
Nessuna, “il musicista” è il poeta delle note, “il poeta”, il musicista delle parole.
Che differenza c’è tra “la poesia” e “il poeta”?
Nessuna, “la poesia” è “il poeta”, “il poeta” è “la poesia”.
Tutto è esprimibile con una equazione matematica, nella quale:
“il poeta” : “la poesia” = l'arte : ognuno
